In questo articolo voglio cogliere l’occasione per parlarti di un argomento, che per la maggior parte delle agenzie di Marketing, è una vera e propria spina nel fianco.

L’approccio tipico degli operatori del settore, come forse ti è capitato di notare, segue una prassi che a mio modo di vedere, falsa ciò che è il motivo principale per il quale un Professionista o un imprenditore, dovrebbe poi rivolgersi ai suddetti per promuovere la propria attività.

Non amo tirarla per le lunghe, e dunque arriverò subito al sodo. Prima però concedimi di porgerti una domanda retorica, che di per sé racchiude il succo del tema di questo breve articolo:

“Se lavori al tornio dalla mattina alla sera, quanto tempo ti rimane per formarti sul gergo del Marketing?”

 

E’ saggio affermare che la risposta sia scontata? Lo lascio decidere a te. Ciò che rimane un dato di fatto è che quasi tutti gli operatori Marketing, voglio racchiuderli in questa definizione, si rivolgono ai propri potenziali clienti, come a degli studenti assetati di conoscenza. E’ uno strano fenomeno, che forse trova origini nell’Internet Marketing, ma non è interessante parlarne in questo momento.

Potrei disquisire sull’argomento per decine e decine di articoli, ma è senz’altro meno noioso e più interessante analizzare questo modo di operare, sotto una chiave narrativa leggera e spero divertente…

Immaginiamo per un attimo, di ribaltare la situazione. Pensiamo ad un Marketer di agenzia che si rivolge a “Zio Mario” per richiedergli una lavorazione al tornio. Nel caso non confonderti, Zio Mario è solo il simbolo che sta a rappresentare alcune centinaia di micro e piccoli imprenditori, operanti nel tessuto economico locale.
Fatta la doverosa specificazione, proviamo dunque a ricostruire un ipotetico scambio fra il giovane Marketer, e il vissuto e tornito Mario, artigiano e piccolo imprenditore, della bottega sotto casa.

Il giovane e sofisticato Marketer, dall’aria intelligente e fiera, tipica di chi sa’ il fatto suo, ha bisogno di aggiustare un piccolo componente di un acciaio particolare, che gli serve per la sua mega strumentazione da fotografo freelance.

Dopo non pochi sforzi a ricercare il pezzo di ricambio, fra i meandri dell’offerta di Amazon e Ebay, e dopo aver consultato decine di video su YouTube, scoraggiato dal fatto che dovrebbe comprare un intero kit a costi proibitivi, trova un piccolo commento in un forum online dimenticato da Google, di un altrettanto sfortunato fotografo alle prime armi.

Nel commento legge che l’unico rimedio è una lavorazione complessa effettuata al tornio.

Forte della sua reattività celebrale, il nostro Marketer e aspirante fotografo, istantaneamente digita sul suo dispositivo le parole chiave per incastrare il maledetto tornitore dentro la pagina dei risultati di ricerca, come un bimbo che vuole intrappolare un ragno.

Trova dei risultati che però lo porterebbero a due possibilità, per lui poco gradite:

  • Inviare il pezzo da riparare, tramite corriere, in un posto lontano dal paesello.
  • Dovrebbe girare tutte le officine della provincia, per farsi fare un preventivo di spesa, vista la tipica riluttanza degli artigiani a parlare di prezzi, se non di persona.

Amareggiato e sconfortato il Marketer vaga per il paesello, maledicendo tutti i ragni intrappolati, e augurandogli di beccare qualche bug, nel loro gestionale per le fatture.

A volte però la fortuna aiuta anche i meno audaci, e nello sfogo con un amico, viene a conoscenza di Mario, il nostro tornitore, completamente all’oscuro, o forse disinteressato alle potenzialità pubblicitarie del web.

Il giovane, recuperate di colpo le speranze, si fionda alla bottega di Mario, tenendo stretto fra le dita il pezzo difettoso, quasi come il piccolo Gollum con l’anello della saga di Tolkien.

gollum

Finalmente il giovane speranzoso, si trova difronte il piccolo laboratorio di Mario, e con nocche decise, chiede di poter entrare.

Il nostro Mario è, come sempre, alle prese con la macchina, perché è così che lui la chiama, ed è già da qualche tempo che il non più giovane artigiano porta i tappini di gomma, e quindi non sente la vigorosa presenza del Marketer.

Dopo aver ripreso fiato, il giovane inizia a spiegare come il pezzo si sia danneggiato, e che necessita di una particolare lavorazione, di cui conosce perfino la terminologia anglosassone, da pochi minuti appresa da Wikipedia.

Mario continua a tornire acciai durissimi, mentre con un occhio guarda il pezzo in lavorazione, e con l’altro sembra scrutare il giovane.

Finalmente la macchina si ferma, e il Marketer riprende con la spiegazione enciclopedica di come dovrà essere rettificato il pezzo, stando però attenti a non portarlo oltre un certo numero di gradi centigradi, per evitare la tempra, e tutta una serie di termini d’oltre oceano, che il giovane sembra conoscere alla perfezione.

Mario non ha ancora pronunciato nemmeno una parola, ma il Marketer è come un fiume in piena, nello spiegare quanto per lui sia importante il pezzo e che sia ben eseguito tutto il carrozzone di paroloni appena trafugati da internet.

nerd

A un certo punto, Mario guarda fisso negli occhi il ragazzo per tre secondi, gli prende il pezzo dalle mani e dice:

 

“Questo pezzo ha una rigatura di troppo”

 

Il Marketer sbigottito e subito spazientito dal fatto che Mario non avesse ascoltato nemmeno una parola, cerca di riprendere daccapo tutta la tiritera sulla lavorazione complessa, e l’importanza del componente per il suo kit professionale da fotografo.

Mario sorride. Sistema il pezzo nella morsa, e dopo quindici secondi, restituisce il tesssoro al giovane Marketer, dicendo:

 

“Ora andrà bene. Ti consiglio di non montarlo più al contrario in futuro”.

 

Il giovane Marketer rimane senza parole, sopratutto quelle inglesi, e capisce che forse riempirsi la bocca di paroloni sofisticati ha molto meno valore di sapere risolvere un problema.

Credo non sia necessario commentare o spiegare la morale di questa piccola storia.
A volte però, capita che la complessità delle soluzioni prenda il sopravvento sullo scopo primario:

risolvere il problema del cliente, utilizzando la forza della semplicità.

Spero ti sia piaciuta questa breve storia un po’ sopra le righe…

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– Ci vediamo dall’altra parte 😉