Vendita “invasiva” VS vendita “passiva”

di Andrea Pinna

Alcuni giorni fa, chiacchieravo con un’amica che si occupa di abbigliamento uomo-donna.

Mi diceva che è stata contattata per dirigere un nuovo negozio su Sassari. Nuovo Brand, nuovo sistema di vendita…

Al netto del fatto che non si potrebbe affiancare il termine “sistema” al termine “vendita”, quando si tratta di Sassari, per il semplice motivo che la media dei negozi ha l’impostazione: alzo serranda – entra dentro – dare soldi – ciao e arrivederci, vi è comunque un fattore curioso da considerare…

Le modalità di vendita di questo nuovo negozio sono: entra il potenziale cliente – gli sto addosso finché compra o scappa.

La modalità consueta invece è: entra il potenziale cliente – gironzola – lo saluto se mi gira bene – o chiede o se la squaglia.

Mi chiedo: è possibile che in oltre un secolo di botteghe aperte, con l’universo di informazioni che si possono trovare gratis o a pagamento sul web, nessun esercente sassarese si sia mai chiesto come rovesciare l’ordine (idiota) delle cose?

Veramente pensano che ‘o fai pascolare il cliente libero’ o ‘gli dai addosso a mo’ di psicopatico’, siano comunque le uniche modalità per gestire le vendite?