Un esempio interessante di Focalizzazione

di Andrea Pinna

Né parlai anche al Seminario.

Ad essere interessante non è il fatto che uno abbia un negozio di abbigliamento streetwear, ma il fatto che lo sia diventato dopo circa 30 anni di attività, come negozio di abbigliamento sportivo generico.

Il concetto di “abbigliamento sportivo” oggi come oggi è significativamente mutato:

Negli anni ’90, potevi trovare il negozio con massimo 8-10 Brand al suo interno, e gli sport erano i soliti 4: calcio, basket, atletica, pallavolo (tranne alcune eccezioni, come boxe, arti marziali, body building ecc.).

Oggi abbiamo “bazar” dello sport, come ad esempio Decathlon, e sport sempre più raffinati e “specialistici” (In grossi centri)…

Quindi come si fa’ ad adeguarsi?

Incameriamo tutto l’abbigliamento di tutte le discipline sportive?
NO! perché sappiamo, e come i grandi Marketer ci hanno dimostrato, che fare tutto per tutti equivale a uccidersi a poco a poco.

Scegliamo solo una disciplina?
Sì, se stai in una città con almeno più di 100 mila abitanti, e con parecchi praticanti di quello specifico sport.

Ma a questo punto abbiamo questi problemi:

– Essere dipendenti dal trend di quello sport.

– Nessuna garanzia che se la nicchia aumenta la domanda, i nuovi concorrenti prendano quote, e insomma non ci guadagna molto nessuno (per semplificare)

Ma quindi come si passa da negozio generico di abbigliamento sportivo anni 80/90 a un qualcosa che funzioni?

Beh la scelta, assolutamente sensata che è stata fatta da due membri di questo Gruppo, è da considerarsi un’opzione che risolve un sacco di problemi…

“Trasformarsi” in un negozio di abbigliamento streetwear.

Perché?

Per i seguenti motivi:

1) Non si esce dell’ambito sport, anche se si passa al concetto più underground di sport.

2) Si raffina il target. (Lo streetwear è un modo di essere, una sorta di comunità)

3) Si riduce drasticamente il numero di Brand e di tipologie di articoli.

4) Il negozio non diventa un bazar dello sport, nel quale esporre dai guantini per il sacco da boxe ai leggins per i tizi strani che fanno zumba.

5) Non ti rompi le palle con i trend, una settimana sì e una no, perché l’atleta X ha vinto la coppa Y.

6) Hai un target disposto a spendere e che viene da te perché sei il punto di riferimento di zona.

Certo, le cose da fare sarebbero molte altre, ma come base è comunque eccezionale rispetto ai negozi copia e incolla che chiudono con effetto domino e che non hanno più mercato.

Insomma ottimo esempio.