Il tonno pescato a canna

di Andrea Pinna

Il famoso Brand viene fuori con questa “novità” del tonno pescato con la canna e non tramite la raccolta massiva consueta, che abbiamo sempre immaginato riguardo questo prodotto.

Perché è una buona mossa?

Perché, al contrario di tutti i Brand che stanno dando una “mano di verde” ai loro prodotti, ecolocizzando tutto, e cavalcando il trend della salubrità, quest’azienda sta promuovendo un concetto MOLTO più efficace.

Comunicare l’idea di un pesce pescato “uno ad uno” offre la possibilità alla Riomare, di posizionare il prodotto come PRIMO in queste percezioni:

– Il più buono, grazie alla legge dell’ultra selezione.

– Il meno violento.

– Il più vicino ai valori di un tempo (l’immagine della pesca a canna)

– Il più lontano dagli allenamenti intensivi (in realtà utilizza comunque gli allevamenti)

– il più saporito in quanto “un pescatore sa quale tonno staccare dalla lenza”.

– (meno importante, ma comunque riempitivo) si evita di pescare per sbaglio i delfini carini.

Con un copy di sole 3 parole, questo Brand va ad arpionare una fetta di mercato così ampia e allo stesso tempo targhetizzata, che l’unica parola che mi viene in mente è: GENI.