Renato: colui che domina da 30 anni senza branding

di Andrea Pinna

Premetto che Renato ed io non ci conosciamo, e che non sono nemmeno di Sassari, e ancora, che mi sarò servito in questa attività non più di una decina di volte in totale, in tutta la mia vita.

Fatte le dovute premesse, volevo utilizzare l’esempio di un VERO PANINARO DI SUCCESSO, per trarne delle considerazioni di marketing, importanti.

Da distinguere, mi raccomando, dalla mania, sempre crescente, di certi Marketer, di trasformare in “strategia” ogni boiata che succede nella propria città, che finisce su un quotidiano di dubbio valore…

Ma vediamo perché ho preso ad esempio questa attività – e perché è da considerarsi una conferma della forza del marketing strutturale, pur non essendo un’attività che si serve del marketing…

Lo so che sembra una contraddizione, ma è davvero così che stanno le cose:

“da Renato” non ha marketing, ma è basata su alcuni dei capi saldi del Marketing Strutturale di Rialzo Impresa.

Vediamo perché…

“da Renato” comincia dai panini caldi e finisce con i panini caldi.
Fin dagli anni 80, si inserisce nel mercato sassarese, sulla scia del modello “paninaro”.

È vero che il “movimento” dei paninari, a livello di corrente sociale, morì negli anni ’80, ma è anche vero che era anche una branca culinaria ultra-rodata da più di 30 anni, grazie alla diffusione della “religione” data dal concetto americano di fast food.

Ad ogni modo, Renato, entra in una nicchia ancora poco trafficata, irrompe con i suoi panini, i suoi sapori e il suo modo di fare unico.

Ben più di 20 anni prima dell’avvento dei Social Media, riesce a fare “community”, senza quasi neanche girare le spalle per guardare la moltitudine di clienti in attesa…

Renato era ed è una scheggia. Realizza panini con la velocità di un cowboy che fa roteare le sue rivoltelle.

È maledettamente veloce, cazzo.

È la raffigurazione del VERO fast – food e, per chi non ha avuto il privilegio di assaggiare una delle sue creazioni, i suoi panini sono anche SUPERLATIVI.

OK? VELOCISSIMO E BUONISSIMO.

Non è lui a dirlo, sono le decine di migliaia di clienti che, negli anni, hanno perfino sostituito gli aggettivi qualificativi, con il suo nome, o con la semplice definizione: “Il panino di Renato è IL Panino.” Punto.

Renato, mentre armeggia con le sue spatole, non da tregua agli ingredienti – li assembla con maestria e mentre con una mano gira gli hamburger, con l’altra rompe 12 uova in 12 secondi…

Uno spettacolo.

Uno spettacolo non costruito. Lui è veloce perché ha il locale pieno e spesso anche fino al marciapiedi di fronte – in pratica è uno show nato dal fare.

“da Renato” è il punto di riferimento, per il popolo del panino caldo.

Il suo “Hambovo” o il mitico “Capriccio” entrano nel linguaggio comune con tale forza, che i ragazzi degli anni ’80, porteranno avanti il “verbo” verso quelli degli anni ’90 e così via…

A Sassari è normale sentir dire: “non hai mai mangiato un vero panino, se non sei stato da Renato”.

da Renato è un brand senza il dopping dell’Advertising. Lui il passaparola lo genera al 100% con la reputazione. Stop.

Ma vediamo quindi qualche elemento in chiave Marketing Strutturale:

– entra in una nicchia abbastanza libera

– ci entra con la sua “velocità impressionante” e quindi differenziandosi nettamente dai soliti flemmatici gestori del tempo

– non allarga troppo l’offerta, ma la tiene quasi solo focalizzata sui panini, più gli upsell dati da patatine fritte e bibite. Ciò che conta è che nella mente dei suoi follower, lui è IL Panino.

– mantiene botta. Non cala, non enfatizza, sta sul pezzo e rende “andare da Renato” un rito che si tramanda di generazione in generazione.

– ciò favorisce le Protezioni – se domani arrivasse a Sassari un fenomeno, che straccia Renato in velocità, il massimo del danno che potrebbe subire è che le persone citino Renato, con uscite del tipo: “è più veloce perfino di Renato! — Sì vabbè ma Renato è Renato”…

– mantiene il carico. A parte fisioligici cali in alcuni momenti della sua carriera, questa attività riesce a vincere la “crisi” (anche quella mentale) proprio perché è una certezza, sia in esecuzione sia in risultato finale.

Sono tanti gli elementi che caratterizzano il Posizionamento granitico di questa “piccola” attività, ma le sue colonne portanti gli hanno fatto vincere qualunque ribasso e attacco della concorrenza perfino nei momenti peggiori.

Ora concludo dicendo perché, ciò che ha fatto il nostro Renato, “senza marketing”, oggi NON È REALIZZABILE.

In primis la saturazione dei mercati, ma soprattutto la raffinazione degli stessi, che sono anni luce dalla preparazione di Marketing e business della quasi totalità degli operatori.

Oggi non può nascere “un Renato”, o meglio, non può crearsi un percorso di questo tipo, se non sorretto solidamente da una Struttura comunicativa in titanio, che solo il Sistema di Marketing Strutturale può progettare su vere piccole attività offline.

Concludo con un GRAZIE a “da Renato”, per essere un punto di luce di grande ispirazione.

P.S se state pensando cose del tipo: “ma nel mio paese c’è un paninaro più vecchio e più buono”, lasciate un commento e, con gentilezza, vi spiego perché non è rilevante.

Come direbbero a Sassari: a videzzi.

 

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