Quanto imparai in due ore passate con l’inventore di GEOMAG

di Andrea Pinna

Nel 1999, Claudio Vincentelli fece visita alla mia scuola (Istituto Statale d’Arte di Sassari) per raccontare, ad una classe scelta dalla direzione (se non ricordo male), la storia della sua invenzione, le dinamiche di creazione e immissione del suo “giocattolo” nel mercato.

Il Geomag ai tempi era semi sconosciuto ai più, quindi non potevamo sapere che Vincentelli in realtà era un genio che stava per stravolgere il mercato mondiale dei giocattoli.

Fu gentilissimo e davvero molto dettagliato nelle sue spiegazioni. Ci raccontò delle immani difficoltà nel trovare i magneti, che erano delle piccole sfere alle quali poi accoppiare delle barrette per costrui infinite forme.

Ricordo che aveva esplorato ogni tipo di possibilità, perfino ordinare le palline metalliche che si trovano tutt’ora dentro le bombolette spray. Insomma decine di prove, test, malditesta e casini vari.

Una delle parti più interessanti fu quella che riguardava il calvario per registrare il suo brevetto a New York. Disse che una società americana aveva copiato il suo Geomag, facendolo produrre in Cina.

Per farla breve, Vincentelli aveva l’idea – il mercato – il potenziale – e tutto il mondo contro.

Quando si entra in una categoria, nella quale hai come competitor Brand come LEGO e Meccano, con un nuovo concetto, il minimo che ti può accadere è di vivere un’epopea fatta di stress, ansie, sconforto e voglia di rinunciare sempre imperante.

Lui però aveva l’aria di uno che non avrebbe mollato per nessuna ragione al mondo.

Quale pazzo oggi penserebbe di partecipare al mercato dei giochi di costruzione, sapendo che non-c’e-storia…?

Beh Vincentelli non sembrava molto preoccupato. Credo che le difficoltà oggettive tecniche, diventarono un problema secondario, difronte al far diventare Geomag un Brand posizionato.

Anche se Geomag poi fu imitato diverse volte, e la sua società entrò in sofferenza (oggi ha sede legale in Svizzera e pare stia andando molto bene) ancora oggi, qualsiasi tentativo di imitare questo gioco, finisce per essere definito “tipo Geomag”.

La morale di questa favola è che oltre a non mollare mai, si deve essere coraggiosi, costanti e possibilmente capaci di aggredire le grandi, creando nuove categorie.

La vita è una sola.