Mondo Convenienza un modello sbagliato ma giusto

di Andrea Pinna

36 punti vendita, distribuiti in quasi tutto lo stivale e isole maggiori. Un “gigante” dall’indiscusso successo, che sta penetrando il mercato della vendita di mobili per la casa, “a buon prezzo”.

Visto da un occhio un poco più attento però, questo Brand ha una serie di “difetti” strutturali”, sia sul lato Marketing che in quello più propriamente relativo all’Offerta, che dovrebbero far scattare gli allarmi dei nostri “esperti” bocconiani e, ancora più importante, di coloro che si occupano delle economie locali.

Mondo Convenienza, possiede un modello di penetrazione dei mercati locali, che definisco “muscolare”…

In altre parole, la sua modalità di entrata, oltre a prevedere il classico “annuncialismo” dei grandi store, rifinisce il proprio “get in” premettendo – indirettamente – che niente potrà “battere” la sua forza sul piano infrastrutturale e sul prezzo finito.

Fin qui, tutto giusto.

I problemi però, iniziano a saltar fuori non appena i fumi della carne arrosto della sua inaugurazione (quella dello store di Sassari), cominciano a dissiparsi.

Mondo Convenienza, infatti, presenta – da una parte enormi errori relativi alla progettazione Marketing e, infinitamente più importante, senza volerlo, descrive un fenomeno epocale che, ripeto, dovrebbe far perdere il sonno ai nostri amministratori locali.

Vediamo prima, pregi e difetti di questo Brand:

? È focalizzato esclusivamente sui mobili per la casa. Niente mobili da ufficio, complementi ulteriori, hi-tech o altra oggettistica di “riempimento” come i suoi maggiori competitor.

? Il suo slogan “la nostra forza è il prezzo”. Tolti i valori impliciti, che descrivono un prezzo basso, questo messaggio non racconta niente sull’offerta. (A parte anche essere lo slogan di altre migliaia di attività, potrebbe essere utilizzato per qualunque settore). In ogni caso, può essere buono per attrarre un target di fascia medio-bassa, ma vi è il compromesso con la percezione della qualità dei prodotti, che non è un aspetto secondario.

?Il suo Marketing a risposta diretta su supporto cartaceo, è ben progettato – chiaro – pulito, con l’utilizzo di elementi (già utilizzati da altri brand) come il concetto di ‘prezzo relativo alla composizione della foto’, quindi, in teoria, niente sorprese al momento dell’acquisto.

?Tolti alcuni dettagli trascurabili, questo Brand, superata la sua pseudo focalizzazione, risulta IDENTICO, a qualunque altro mega store del mobile, sul piano customer care e Sistema di vendita.

Ora arriviamo al “problema” e al perché questo modello è giusto e sbagliato allo stesso tempo.

È giusto, perché specie in economie preistoriche come la nostra, questi fenomeni danno la sveglia a tutti quei tipici imprenditori, convinti che fare impresa significhi improvvisare corbellerie dalla mattina alla sera – infischiandosene di qualunque questione importante e amministrando le loro attività come fossero un prolungamento del bagno di casa loro.

È giusto perché il fenomeno del “baronismo”, delle 4 famiglie storiche – che fino a poco prima dell’avvento dei grandi brand – dominava il mercato locale, con il degrado dato dai passaggi generazionali, e che ha fatto credere a questi signori di essere intoccabili…(ma nessuno lo è…) doveva essere schiaffeggiato per bene, prima o poi.

È sbagliato perché è un gigante con i piedi di argilla, che si espone alla penosa e disastrosa corsa al “da noi il prezzo è più basso”, che li porterà INEVITABILMENTE a fallire prima dei 60 mesi di attività – perché è un giochino a breve termine che poi ottiene solo di abbassare gli standard qualitativi generali, favorendo i loro stessi competitor di fascia alta.

Mondo Convenienza offre posti di lavoro, e questo non può che essere un fattore positivo, MA…la dice lunga sulla competenza dei nostri sindacati – troppo gonfi e tronfi da stipendi immeritati e ben consapevoli di mettere le chiappe di quei lavoratori su una griglia che non è quella dell’inaugurazione.

Insomma, per concludere:

Fare business, nel grande come nel piccolo, non ha niente a che vedere con i vostri gusti o le decisioni impulsive alla pene di canide….

Tutti facciamo errori, ma farli perché si è convinti di essere il re o la regina della propria attività, non può più essere perdonato.

FARE IMPRESA SIGNIFICA GUADAGNARE DIFFONDENDO REALE VALORE NEL MERCATO E QUINDI PER LE PERSONE. Tutto il resto è il primo passo per fallire.

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