Le inutili “soluzioni per aziende”

di Andrea Pinna

Se si guardano i numeri, le condizioni socio-economiche e la perseveranza nell’improvvisazione, del 99% dei piccoli imprenditori locali, possiamo concludere che al momento ci troviamo nel primo vero boom economico dal dopo guerra.

Sì, anche in Sardegna.

8 nicchie su 10 sono occupate da imprenditori e imprenditrici che, senza steliri critiche dal punto di vista umano, portano avanti le proprie attività come fossero un’estensione del salotto di casa propria.

Conosco bene l’argomento perché è ciò che feci anch’io, e ciò che fecero i miei vecchi soci e collaboratori di una volta.

Oggi abbiamo dati e analisi sufficienti, per entrare in qualunque nicchia-settore e prenderci le quote in giro di pochi mesi…

Dal primario, con produzioni e trasformazioni “brandizzabili” – passando per il secondario, nel quale gli scenari sono incredibilmente appetibili – per finire nel terziario che di conseguenza diventa una sorta di pesca al tonno d’allevamento…

Come sempre accade però, sia la stampa (sopratutto quella specializzata) sia la propaganda politica, non vede o non vuole vedere l’opportunità di questo periodo storico. I motivi sono lunghi da spiegare…

Inoltre c’è un inutile piagnucolamento generale che blocca, non tanto la voglia di fare di chi si forma e di chi investe, ma la praticità tecnica di agire…

Cosa intendo?

Intendo che quando fai un business plan e devi coprire le voci “beni strumentali” ad esempio, a volte ci vogliono 6 settimane per avere il prezzo dal fornitore…

Intendo dire che quando hai bisogno di un sopralluogo (pagato a peso d’oro) temi quasi di richiamare il professionista che non ti risponde da 10 giorni, perché potrebbe mandarti a quel paese…

Non è la solita lamentela all’Italiana, nella quale tutti sono morti che camminano tranne me che né parlo…

Sono esperienze reali. Mie e di decine e decine di imprenditori, con i quali ebbi a che fare fin dai tempi in cui facevo il “semplice” venditore.

Ora. Quando si compila un business plan, la voce “casino creato da terzi in fase start up”, non la troviamo, anche perché è difficile calcolarla…eppure vi stupireste di quante attività falliscono prima del lancio, per questo motivo.

Un micro – small – piccolo (chiamalo come ti pare) business, è un equilibrio parecchio precario di dinamiche sulle quali, per metà, non si ha nessun controllo.

Mi dite come sia possibile allora, che concepiate ancora il markerting e la vendita come lo sforzo stilistico di un grafico o Web designer ?

… come la cieca idolatria verso pseudo segreti venduti come casse di sardine, nelle sponsorizzate Facebook?

Cazzo, non vi sembra che le cosiddette “soluzioni per aziende” tanto osannarte negli slogan copiaeincolla, delle agenzie, siano, in realtà, parte del maledetto problema?

Veramente vi serve un master alla Columbia, per afferrare il concetto?

 

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