La teoria della cipolla

di Andrea Pinna

[Estratto dal Capitolo 6 del mio e-Book “La Legge del +1”]

“…ti sarà anche capitato di sentire o di utilizzare l’espressione “vestirsi a cipolla”. Viene utilizzata solitamente nei passaggi di stagione, quando il clima incerto non pone indicazioni precise sul come vestirsi. Potrebbe esserci troppo caldo o troppo freddo, quindi il timore di sentirsi scomodi a seconda di quale indumento si va ad indossare.

Pensiamo dunque di utilizzare degli “strati” da mantenere o eliminare a seconda di come muterà la temperatura. Una scelta senz’altro intelligente, per prevenire disagi e anche qualche malanno.

Ho preso in prestito questa espressione, per descrivere invece una pratica un po’ meno intelligente, ma di matrice comunque “umana”, in relazione ai vari “strati” che un aspirante imprenditore, attraversa nel corso della propria carriera.

Gli “strati” o “livelli”, sono dei passaggi naturali che qualunque aspirante imprenditore o imprenditrice trova difronte al proprio cammino. La parte più interessante è che tutti gli imprenditori, da quelli di successo planetario, fino allo “Zio Mario” della bottega sotto casa, passano per il primo strato.

Il primo strato è sempre quello del “sogno”. Tutti interiormente iniziamo a pensare ad un’idea di business, con l’idea di veder “materializzare” un desiderio personale. E’ una fase nella quale non teniamo conto di numeri, strutture o business model.

Ciò che ci avvolge, in quel preciso momento (che può durare, in alcuni casi, anche degli anni) è intriso di emozioni – riscatto sociale e perfino “vendette indirette”.

Lo Strato iniziale è il primo di almeno altri tre strati inevitabili, per i quali è quasi impossibile non transitare.
Vediamo quali sono:

2° Il rifugio. Siamo in una fase che non prevede necessariamente il desiderio di accumulare ricchezze materiali. E’ più che altro il momento in cui pensiamo che la nostra idea di business sarà anche la nostra “casetta sull’albero”,all’interno della quale tracciare i confini della nostra collocazione nella società. [dal sogno alla collocazione]

3° Con Chi?. Al di là del fatto che un individuo scelga di iniziare un business da solo, o che pensi immediatamente di creare un team composto da soci, collaboratori o dipendenti, scatta comunque l’esigenza di capire da quale direzione dovrà arrivare il sostegno necessario per l’attuazione, nella realtà, dell’idea di business. E’ una fase molto delicata e anche un po’ pericolosa, perché determinerà tutte le scelte future e la traiettoria mentale dell’imprenditore. [dalla collocazione al supporto]

4° Sei un bersaglio. Dopo i primi 3 strati, arriva quello che definisco “di non ritorno”.
Ogni persona che inizia un business, arriva ad una fase critica che lo espone a delle scelte di carattere emotivo.
L’imprenditore o imprenditrice sente la tensione dell’inizio e accumula timori più o meno inconsci, che lo o la porteranno a fare una scelta importantissima.
Dovrà valutare se colmare le proprie paure “affidandosi” alla scuola “delle non scienze” o a quella di “struttura”.

Ovvio che quando si parla di emozioni ed emotività, la “risposta” più logica è quasi sempre quella delle discipline olistiche o del “self help”, anche perché è la più comoda.

Le persone, in maggioranza, tendono a scegliere la via più comoda, dalla notte dei tempi, ad oggi…

Come ci si poteva aspettare, “L’Industria delle Emozioni S.p.A.” è lì pronta ad intervenire. L’aspirante imprenditore o imprenditrice si ritrova con un super market di soluzioni a portata di mano, per ogni gusto e tasca.

Dal sogno al bonifico. La tua idea, a quel punto, viene risucchiata dentro il tritacarne della “I.E – S.p.A (abbr.)” o dal lato oscuro della sala di Hotel, con tanto di show e hancorman a stelle e strisce.

Non devi più nemmeno pensare, perché ormai hai sposato la loro causa e hai anche dato tregua ai tuoi timori e ansie.

Ovvio che una microscopica percentuale di Imprenditori e Imprenditrici in erba, passano invece allo strato “di struttura”, ma stiamo parlando di un numero così piccolo, che gli zeri dopo la virgola sembrano le ruote di un auto treno che trasporta autotreni…

Purtroppo però, è in questo strato che si tirano le somme. Chi procede per la via “Hippy e olistica”, difficilmente farà il salto in quello “di struttura”. Anzi, chi rimane avvolto dallo strato della “I.E – S.p.A” si farà anche portavoce di questa con le unghie e con i denti.
Il lavaggio del cervello è ormai in atto, e nessun nuovo strato potrà iniziare a far ragionare quei nuovi imprenditori, nella direzione dei numeri e della realtà nuda e cruda…”

 

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