La diga di Hoover e il Marketing delle percezioni

di Andrea Pinna

La famosa diga sul fiume Colorado, che rifornisce Las Vegas di gran parte del suo fabbisogno energetico, famosa in quanto scenario di svariati film, (fra i tanti Superman del 1978) è stato uno degli esempi più semplici e allo stesso tempo potenti, che ho avuto modo di metabolizzare, nel discorso “Marketing e percezioni”.

A parte la sua costruzione in tempi da record, la diga di Hoover fu costruita con una geometria “particolare”.
L’enorme parete verticale, spiegava la guida durante il tour, fu plasmata con un’inclinazione a forma di “sostegno” unicamente per rassicurare le persone sulla sua solidità.

In pratica la parete della diga poteva essere un semplice muro verticale curvo, progettato per sostenere i volumi d’acqua del Colorado River, ma la sua dimensione, in relazione alla visione dall’alto, avrebbe comunicato instabilità – pericolosità – precarietà, ai visitatori.

Utilizzarono dunque centinaia di tonnellate di calcestruzzo in più, pur non essendoci una reale esigenza strutturale, per creare “l’illusione della totale sicurezza”.

Investirono dunque sul “controllo” delle percezioni.

A 80 anni dalla sua costruzione, Hoover Dam è ancora percepita come sicura – indistruttibile – affidabile.

La lezione è:

Il tuo prodotto o servizio vive una dimensione reale relativa. Ciò che può descriverlo nella tua mente non è, probabilmente, il riflesso di come viene percepito dal tuo target.

È necessario dunque interrogarsi su come, ciò che proponiamo sul mercato, vada poi a incidersi sul campo percettivo, perché è questo aspetto che sul medio e lungo periodo, determinerà il successo del vostro business.