Hai avuto “l’idea del secolo” e pensi che avrà un successo strepitoso?

 

Continua a leggere questo articolo e scopri i motivi per i quali, con il 99,9% di probabilità, sarà invece un fiasco clamoroso.

 

 

L’idea di questo articolo mi è venuta grazie ad un mio caro amico. Ho ricevuto un suo messaggio su Messenger, nel quale allegava un link ad una video-presentazione di un prodotto innovativo che, a parer suo, rispettava la prima regola fondamentale di ogni business:

 

“Intercettare una reale e sentita esigenza di un target specifico”.

 

Avrei preferito riceverlo fuori dall’orario dei pasti, in quanto il video presentava un sistema di raccolta delle deiezioni dei cani, senza che queste toccassero terra. Sì, esatto, un sistema che evita ai proprietari di raccogliere la pupù dei loro amici a quattro zampe, durante le consuete passeggiate al parco, con l’utilizzo di un sistema abbastanza particolare seppur anche molto semplice.

Questo prodotto, chiamato “PooTrap” (il loro sito web) va dunque a “risolvere” l’annoso problema di inciviltà di molti, e fastidio per altri, legato all’igiene pubblico e ai disagi che ne derivano, che tutti conosciamo.

 

applausiE’ normale pensare, a questo punto, che gli applausi per i “geni” inventori di questo articolo, siano d’obbligo.
In effetti un prodotto del genere sembra rappresenti la soluzione che milioni di amanti e proprietari di cani, nel mondo, aspettavano da tempo.

Pare assai difficile non vedere di buon occhio un’invenzione di questo tipo, sia mettendosi nei panni di coloro che solitamente si ritrovano ad affrontare questo problema, sia per tutti quelli che lamentano la noncuranza di molti, nel gestire quella che in alcune città è diventata una vera e propria emergenza.
A pensarci bene infatti, le misure adottate dai vari Comuni italiani, variano da sanzioni pecuniarie, spesso anche di alcune centinaia di euro, all’inserimento di telecamere nascoste in aree pubbliche, per cogliere in fallo i trasgressori.

In ogni caso comunque, queste strategie non hanno risolto al 100% il problema.
Ancora oggi in troppe città italiane (è un problema anche internazionale, ovviamente), i parchi, i marciapiede, e perfino le spiagge sono preda di questa inciviltà che, a detta di molti, rappresenta anche un grave danno estetico e dunque d’immagine sul piano delle recensioni turistiche.

A questo punto la domanda è una sola:

 

Può questo prodotto essere la risposta logica e semplice a questo disagio? 

 

La risposta, per quanto mi riguarda è “NI”.

Sembra strano, perché a quanto pare ci sono tutti i presupposti per un business di grande successo. Il problema è enormemente sentito, la sua soluzione esiste, eppure c’è qualcosa che non va…

Questo è il Video della presentazione del prodotto, pubblicato dalla pagina Facebook Viral Thread.

Il video, con tanto di sottofondo musicale leggero e sbarazzino, descrive senza censure il funzionamento di questo semplice sacchetto, e la sua suggestiva applicazione sui cani. Tolta la non invitante visione della defecazione dei cani, non vi sono dubbi che tecnicamente il problema è assolutamente risolto.

Un semplice passaggio mentale logico: Il Sistema per non toccare, non vedere (forse), non lasciare per terra e, in fine, contenere le deiezioni dei cani. Semplice e lineare, giusto?  

 

Ok, ma allora qual’è il problema della commerciabilità, della comunicazione, e del posizionamento futuro di questo articolo, nel mercato?

 

Qui arriva il bello, (e forse “il brutto” per l’azienda produttrice che forse detiene anche il brevetto di questo prodotto) di questo articolo.

E’ sicuramente più facile creare un elenco di elementi fondamentali travisati, che molto probabilmente rappresentano il “freno a mano tirato” del successo di questo prodotto. Seguimi con attenzione.

Partiamo dal Target. Giusto qualche considerazione generale sugli amanti e possessori di cani:

  • Per loro, i cani non sono animali, sono figli – fratelli – amici – compagni
  • In una scala di importanza, in una famiglia, i cani vengono prima degli oggetti. Significa che dopo i figli e prima di qualsiasi altra “cosa”, vengono i loro cuccioloni.
  • I proprietari dedicano tempo e risorse ai loro cani, oltre che per cibo e acqua, anche per spese mediche, e in molti casi anche per il loro vestiario.
  • I proprietari di cani, dimensionano le loro vacanze, in base al loro cane (tranne quei vigliacchi criminali che li abbandonano)

 

Queste sono solo alcune delle peculiarità di questo target. Le ho elencate perché è ciò che senz’altro hanno fatto anche i responsabili marketing o gli stessi proprietari dell’azienda produttrice del “PooTrap”.

Il fatto è che ciò che ne hanno dedotto non tiene conto dell’aspetto “umano” della questione. Ed ecco che arriviamo al centro del problema…

“PooTrap” è una risposta logica, che non pensa al proprio target, non comunica di conoscerlo, e dunque non ha molte possibilità di veicolare o comunque, essere presente nelle percezioni di “soluzione al problema” dei proprietari di cani.

Il proprietario di un cane, arriverebbe quasi ad inorridire difronte all’idea di applicare un sacchetto di plastica (a ventosa) nel deretano del proprio cane, proprio perché lo considera uno di famiglia.

So già a cosa alcuni penseranno: “Ma allora i pannolini??”, “…e i pannoloni per gli anziani?” e altre considerazioni simili.

Beh è sempre il solito discorso: BISOGNA SCAVARE A FONDO NEI CONCETTI E NELLA LORO TRASPOSIZIONE NELLA REALTÀ.

I pannolini sono pensati per i bambini, i pannoloni, solitamente per gli anziani o comunque per persone con grosse disabilità. Quindi vi è l’aspetto “età” e l’aspetto “condizione”.

Questi due elementi sono molto importanti per comprendere il ragionamento generale, sul perché, a mio avviso, “PooTrap” è il classico prodotto che è “bello ma non balla”.

cane-malatoIn altre parole, e per ritornare anche alla lista di peculiarità di questo target, un proprietario di cani non trasformerebbe il suo cane di 4 anni in un bimbo, semplicemente perché vede il suo cane crescere e progredire esattamente come una persona.

Allo stesso modo non lo renderebbe un disabile in maniera estemporanea, per il fatto che se è sano, se ne guarderebbe dal vederlo improvvisamente come un malato.

Ora ritorniamo al mio “NI”.  Per quanto scritto finora, pare che “PooTrap” sia un prodotto destinato a non avere successo.

In realtà questo articolo ha tutti i presupposti tecnici per “piazzarsi” bene, ma deve assolutamente riconsiderare tutta la comunicazione daccapo.

Consiglierei ai responsabili della comunicazione di questa azienda orientale di tenere conto di questi aspetti:

  • Per quanto superficiale, razzista e un grosso luogo comune, l’associazione Oriente (l’azienda pare essere cinese) – cani, non è delle più felici. Vi sono già enormi problemi nell’applicazione invasiva dell’articolo, e il fatto che siano uomini orientali a farlo, non aiuta…
  • Rendere giocosa l’applicazione e descrivere con assoluta trasparenza e dati scientifici il fatto che il cane non subisce nessun danno, fastidio o sofferenza.
  • Far parlare un’associazione accreditata (in occidente) di veterinari, per descrivere L’ASSOLUTA NON PERICOLOSITÀ del prodotto.
  • Allegare delle guide (sempre certificate) sul come educare il cane a “scegliere” da sé questa soluzione. (Nel video sembra che degli svitati stiano lì a controllare con ansia a che punto sia lo stimolo del cane, per poi fare quello che potete vedere …).
  • Ricordare il PERCHÉ, i proprietari dovrebbero adottare questo sistema. Quest’azienda da’ per scontato che tutti lo trovino giusto e logico, senza contare che una grossa fetta pensa che i bisognini del proprio animale domestico siano semplicemente “natura che ritorna alla natura”, giusto o sbagliato che sia.

Ci sarebbero tantissimi altri punti da elencare, che comunque sarebbero solo una base preparatoria alla comunicazione che questo prodotto dovrebbe adottare.
In ogni caso, questa bizzarra invenzione è servita per descrivere un passaggio che veramente pochissimi imprenditori, e forse nessuna agenzia di marketing o di consulenza per la comunicazione, vuole o è in grado di affrontare in Italia.

Negli ultimi due anni, l’Italia si è posizionata al primo posto nella classifica della quantità di brevetti registrati in Europa. Sono sicuro che gran parte di questi siano idee realmente geniali, quanto sono certo che una grossa fetta non possa essere poi commercializzata nella vita reale (almeno non con i presupposti di PooTrap).

E’ quindi sempre necessario scavare a fondo nelle percezioni del target, ancor prima di comunicargli la nostra idea di business.

Si spendono spesso molte risorse, comprese quelle di tempo dietro un progetto, specie se questo rappresenta un’innovazione e dunque una soluzione che riteniamo importante.

Alla prossima.